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Un’altro mio articolo di qualche anno fa, con qualche piccolo aggiornamento.

Tornare alle regole per il bene del settore

Uno dei modi per combattere la crisi è l’impegno, per quanto riguarda il mondo dell’intrattenimento e della musica, quest’impegno va esercitato in varie direzioni, ma sopratutto applicando le regole che vanno bene e modificando quelle superate o penalizzanti per il settore..

Negli ultimi anni 10, 15 anni, abbiamo assistito alla progressiva scomparsa dei locali da ballo veri e propri a favore di locali come disco-bar, lounge cafè e luoghi simili dove si è spostata sia la “movida serale” sia la musica.

Senza voler negare che ci sia stato un cambio di mode, uno dei principali motivi della scomparsa dei locali da ballo è data dal fatto che mentre questi devono sottostare a leggi ben precise sulla sicurezza: materiali ignifughi, sistemi antincendio uscite di sicurezza, e non solo, i bar invece non devono sobbarcarsi tutti questi costi e quindi possono offrire intrattenimento a costi decisamente minori.

Mentre pero’ sopratutto all’estero il bar o caffè che propone musica (sia con dj che live) ha optato per una proposta musicale di puro intrattenimento e ascolto, con generi e diversi dalla musica dance e con volumi più contenuti, vedi i vari “Buddah Bar” o “Cafè del Mar” che hanno addirittura lanciato generi e situazioni musicali diverse, qui da noi troppi bar hanno cercato di sostituirsi ai locali da ballo proponendo musica dance a tutto volume, facendo ballare la gente, senza alcun permesso e sopratutto senza quei minimi requisiti di sicurezza; a tutti gli effetti una vera concorrenza sleale.

Tutto questo ha provocato una serie infinita di problemi, sia di schiamazzi fuori dai locali, di gente ubriaca senza controllo, e diatribe infinite fra i bar e il vicinato, non dimentichiamo che i locali da ballo hanno normalmente un servizio d’ordine. Senza parlare di volumi eccessivi, dei continui problemi con le leggi sui decibel ecc.

Questo è il primo problema che dovrebbe essere risolto facendo applicare le regole che gia’ ci sono ma in modo deciso e separare il ballo dal puro intrattenimento musicale e la musica di sottofondo.

Oltre a risolvere problemi di ordine pubblico questo sarebbe il primo passo per chiedere inoltre alla SIAE/SCF di riconsiderare le tariffe oggi troppo elevate per il gestore, che gia’ paga per la diffusione di musica nei suoi ambienti e alcuni giorni a settimana vuole pagare un professionista per selezionare quella musica, non si tratta quindi di uno spettacolo che possa attirare piu’ pubblico di per se’ ma solo un servizio piu’ accurato (ma che già c’è) ‘ da dare al cliente, sollevando il titolare, dal selezionare la musica e adattarla alle varie fasi della serata.

Un’altra cosa molto importante sono i controlli su chi opera nei locali e fa musica, sia esso dj o band, in diversi anni che mi faccio da solo i permessi di lavoro ENPALS, e ho avuto un solo controllo un anno fa, In questo settore il non rispetto delle regole impera, e spesso mi è capitato di gestori che non “erano interessati” che io mi facessi il permesso ex ENPALS e mettessi la relativa parcella.

Altro controllo da iniziare a fare è quello sulle licenze “Copia Lavoro” che i dj che usano riversamenti di musiche (che hanno lecitamente acquisito) devono farsi rilasciare dalla SIAE ma devono anche tenere aggiornata con l’inserimento dei brani, nessuno vuole un controllo capillare con sanzioni se (in buona fede) qualche brano è sfuggito, ma non é neppure possibile subire una concorrenza sleale da chi i brani non li compra ma li ruba da internet, da chi si fa la licenza ma non la compila o chi addirittura se la fa pensando di legalizzare così la musica acquisita illegalmente

In conclusione quello che chiediamo a SIAE/SCF per la parte che riguarda le tariffe è che vengano distinti gli spettacoli veri e propri dove la gente viene per la musica da quelli dove la musica è solo un contorno all’ambiente e già viene pagato un compenso annuale. Infatti abbiamo notato che molti locali di quest’ultimo tipo hanno rinunciato a far lavorare i dj a causa dei costi SIAE/SCF troppo elevati.

Altro ostacolo alla diffusione della musica è la troppa burocrazia, per ottenere i permessi, uffici periferici SIAE che lavorano 2 mezze giornate a settimana, spesso lunghe file.

Se un locale decidesse di utilizzare all’ultimo momento, perché ad esempio ha ricevuto molte prenotazioni, il dj, questi potrebbe farsi il permesso ENPALS online in pochi minuti mentre non sarebbe così per il permesso SIAE.

Vorremmo una gestione diversa e piu’ flessibile , che sarebbe anche molto utile in estate per un locale all’aperto se ad esempio il tempo è incerto. Un permesso preventivo generale a inizio mese o stagione e una serie di coupons ad esempio da staccare a inizio serata e validare o in rete o inviandoli a un numero di fax SIAE in modo che si possa desumere l’ora.

Su questo ultimo punto ho avuto assicurazioni da parte della SIAE che qualcosa a livello informatico si sta muovendo e devo inoltre dire che molti mandatari SIAE di zona sono stai pronti a collaborare.

Un’ accordo del genere sarebbe auspicabile a livello nazionale ma ad esempio potrebbe concretarsi anche a livello regionale attraverso incontri fra le istituzioni coinvolte e le associazioni di categoria (ASCOM, CONFESERCENTI, SILB) convocati dall’assessore regionale competente.

Come ho detto all’inizio solo applicando le regole in modo da renderle certe e creando una situazione di legalità si potrà mettere ordine in un settore che risente anch’esso della crisi ma anche da un anarchia che ha fatto prolificare un sacco di luoghi dove non esiste professionalità ne dal lato gestione, ma di conseguenza neppure da quello di chi vi lavora, e mi riferisco anche al personale scortese o al barista che serve intrugli dannosi per la salute, con prodotti di scarsa qualita’, e questo non è un bene neppure

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